Make your own free website on Tripod.com

Fortana, dolce esplosione di allegria



Col sole a picco e l'inclemenza dell'afa padana, c'è un rimedio che soltanto qui a Parma e dintorni si può trovare: la Fortana.
Si tratta di un vino miracoloso che, oltre a spegnere la sete, ti lascia in uno stato di benessere e di freschezza come alle Terme, dove tutti bevono a garganella e si sentono snelli, leggeri, purificati, in uno stato quasi di beatitudine e mai oppressi dal caldo.
La Fortana dev'essere appunto un vino termale, sul quale, per chi non è andato in ferie o è già tornato o ha rimandato a settembre la fuga dalla città, è utile avere qualche informazione.
Non è semplicissimo trovarlo, ma è un'impresa che val la pena di tentare.
L'unica fonte dove questo vino sgorga sono le osterie che bisogna battere a tappeto in città e nelle campagne circostanti.
Ci vuole per cominciare un po' di astuzia per vincere la diffidenza dell'oste.
La Fortana infatti è quasi un analcolico, un vino ufficialmente non in regola con la legge e che viene servito di solito agli habitué, ai clienti fidati della casa. Onde evitare delle noie.
Già questo è un requisito molto singolare.
Ci si deve, infatti, avvicinare al banco con un atteggiamento riservato e accennare sottovoce alla Fortana come si trattasse di un vino proibito che va tenuto nascosto per la tutela dei bevitori.
Se l'oste sta al gioco bisogna prepararsi ad assistere ad uno spettacolo indimenticabile.
La bottiglia viene prelevata dalla cantina ma non trasferita direttamente sul tavolo del cliente che l'ha ordinata.
Prima, con molte precauzioni, la si stappa trattandosi di un vino irruente ed esplosivo.
Occorre la cautela di un artificiere. Poco dopo infatti si sente una detonazione provenire da un cortiletto interno dove l'oste si è appartato impugnando un cavatappi.
Quando ricompare ha una gran macchia rossa sul grembiule. Significa che c'è stata una deflagrazione, che la Fortana è fuoriuscita come da una bocca di fuoco ed ha fatto i suoi danni.
Dopo questa vampata, il vino viene finalmente portato in tavola insieme coi bicchieri, ma anche a questo punto l'effervescenza impetuosa della Fortana non è domata.
Il vino viene versato ma immediatamente un'ondata di schiuma irrompe dall'orlo del bicchiere e si riversa sul tavolo.
L'oste cerca di tamponare con un tovagliolo lo straripamento, ma un po' di vino finisce per sgocciolare sul pavimento.
C'è un po' di trambusto, ci si sposta ad un altro tavolo e, quando la Fortana sembra tranquilla, non dà segni di nervosismo, si porta alla bocca e si beve con voluttà perché di un vino così allegro e spiritoso non si può che essere entusiasti.
Altri avventori intanto ordinano la Fortana, i tappi risuonano e rimbalzano come scariche di fucileria, un tiro incrociato che rende tutti sorridenti e felici.
Ma a questo punto le sorprese della Fortana non sono ancora finite.
Il vino che apparentemente si era smorzato, a contatto del palato riprende con frenesia il suo gorgogliamento, frigge a contatto delle mucose e scende nella gola scoppiettando. E quando dalla trachea passa nello stomaco l’effetto è ancora più appariscente: è come quando si mettono in moto le girandole di uno spettacolo pirotecnico con le scintille infuocate che si disperdono nell'aria. Borborigmi imbarazzanti ma che in definitiva provocano gli stessi effetti benefici, rilassanti e liberatori delle acque termali.
Per star bene in queste giornate torride ci vuol poco, dunque.
La Fortana, detta anche Fortanina, è molto meglio dei ventilatori e delle bibite dolciastre che non calmano l'arsura.
E' forse l'unico vino "termale" che abbiamo in Italia.
E dal momento che la sorgente per noi di Parma è a portata di mano, approfittiamone.

Felice Campanello